Dopo una meritata pausa estiva, ci ritroviamo nuovamente insieme per affrontare l’ultima parte dell’anno.
Tuttavia, al mio rientro, sto notando che sono nuovamente emerse tra gli investitori alcune incertezze e perplessità.
Alcuni temono crolli violentissimi dei mercati, altri l’incremento dei tassi di interessi altri ancora addirittura una recessione totale.
In pochi, purtroppo, ricordano il motivo per cui hanno scelto i loro investimenti.
In realtà, le oscillazioni dei mercati sono normali e inevitabili e non dovrebbero mai condizionare le nostre scelte di investimento o farci agire in base all’ansia del momento.
Quando i prezzi delle azioni scendono, non dovremmo preoccuparci di perdere i nostri risparmi, e quando salgono, non dovremmo temere che la salita sia destinata a terminare.
L’elemento chiave, come sottolineo da sempre, è avere una visione a lungo termine e non lasciarsi influenzare dalle fluttuazioni momentanee del mercato.
Lo scorso autunno, quando i mercati erano ai minimi, dominava il timore di ulteriori ribassi.
Oggi, dopo mesi di mercati in crescita, prevale il timore di una possibile correzione.
Come sempre, non è possibile prevedere se e quando si verificherà la prossima correzione e nemmeno quanto intensa sarà.
Possiamo però fare alcune osservazioni basandoci sull’analisi dell’indice azionario globale.
Innanzitutto, negli ultimi quindici anni, ci sono state diverse occasioni in cui i mercati sembravano pronti a correggere dopo aver registrato incrementi intorno al 20%.
In media, ogni volta che ciò è accaduto, il mercato ha continuato a crescere di circa il 35% prima di registrare una correzione.
In secondo luogo, anche se questa tendenza non dovesse ripetersi, cosa c’è da temere?
Negli ultimi quindici anni, gli investimenti azionari globali hanno generato un rendimento composto annuo del 7,90%, con un aumento totale superiore al 210%.
Non è sufficiente per affrontare eventuali correzioni del mercato?
Queste non vogliono essere assolutamente previsioni, ma è abbastanza abituale che nei mesi di settembre ed ottobre si verifichino correzioni, ma non significa nulla se non un normale andamento del mercato.
Un’ultima osservazione ma sicuramente non meno importante è che gli investitori che mantengono la fede nelle loro scelte di investimento spesso ottengono risultati migliori rispetto a chi cerca disperatamente di anticipare il mercato, dimenticando che il mercato agisce indipendentemente da ciò che pensiamo.
Per sostenere questa prospettiva, voglio fare riferimento ad un articolo di Kaidan che analizza l’andamento storico dei mercati:
“IL CONFORTO DELLA STORIA
Il primo assist ci è servito dalla storia che, come noto, si ripete.
La “chiamata” di una correzione a seguito di un periodo nel quale il mercato ha ben performato è, infatti, una costante del passato: è sempre successo, continuerà a succedere.
Ecco allora che può tornare utile capire come si è effettivamente disimpegnato, quel mercato, nei periodi immediatamente seguenti. Cerchiamo di farlo con qualche dato.
Rispetto ai minimi dello scorso autunno, l’indice azionario globale (MSCI World index) ha messo a segno ad oggi un rialzo di circa il 20%.
Quando, in passato, si è presentato la stessa situazione, che cosa è poi accaduto?
Vediamolo in questa tabella, dove è indicata la performance “aggiuntiva”, il rendimento che l’indice azionario globale ha saputo generare dopo una prima fase rialzista per chi non si è fatto distrarre dal timore di una correzione (elaborazione Ecomatica su dati ufficiali MSCI, serie storica 2008-2023).

In media, stiamo parlando di un premio del 35,46% che si aggiunge al recupero del 20% messo a segno nella parte iniziale del bull market.
Possiamo attenderci che tutto questo si ripeta anche stavolta?
Naturalmente non abbiamo alcuna garanzia nel caso specifico, ma abbiamo ampie garanzie su un piano statistico.
Al netto di ciò, se anche la correzione dovesse arrivare il problema dove sta, esattamente?
Che cosa dovrebbe temere, della correzione, chi ha investito nel rispetto di specifiche esigenze e determinati orizzonti temporali?
La risposta è sempre la stessa, ridondante e noiosa: nulla.”
In conclusione, anche in caso di correzioni di mercato, gli investitori che hanno adottato una strategia basata su obiettivi e orizzonti temporali specifici non hanno motivo di preoccuparsi.
Il rendimento medio degli ultimi quindici anni suggerisce – come scrivevo – che il mercato azionario globale è un investimento valido nei tempi corretti.
La prossima volta vi parlerò della miglior strategia che possiamo utilizzare: la più semplice, la più potente e la più sorprendente.
Alla prossima
















