Dopo aver dato parecchi numeri sulla previdenza e avervi per bene annoiato, arriviamo alle novità 2024:
La legge di bilancio 2024 emana i seguenti provvedimenti relativamente alla previdenza pubblica:
- Viene Prorogata per il 2024 la Quota 103 (in pensione con 62 anni di età e 41 anni di contributi): ma attenzione viene fatto il ricalcolo con il metodo interamente contributivo e vengono incrementate le finestre:
- Finestra di 7 mesi per i lavoratori del settore privato
- Finestra di 9 mesi per i lavoratori del settore pubblico
La misura dell’assegno, come sopra calcolato, non potrà risultare superiore a 2.272,00 € euro lordi al mese (cioè, quattro volte il trattamento minimo Inps) sino al compimento dell’età di 67 anni
Traduco questa novità: per andare in pensione un anno e mezzo prima (per gli uomini è il risparmio di tempo rispetto la pensione anticipata e soli 6 mesi per le donne) si rinuncia a circa il 18/20% della propria pensione.
Ne vale la pena?
Per i contributivi puri, cioè i soggetti privi di anzianità al 31.12.1995 viene eliminato il limite di 1,5 volte l’assegno sociale per l’accesso alla pensione di vecchiaia a 67 anni con almeno 20 anni di contributi ma viene inserito un limite diversificato per accedere alla pensione a 64 anni e 20 anni di contributi.
In particolare, si sale a 3 volte l’assegno sociale salvo si tratti di donne con figli nel quale caso la soglia resta pari a 2,8 volte se c’è solo un figlio e scende a 2,6 volte in presenza di almeno due figli.
Mentre se si vuole andare nel contributivo puro con la pensione a 64 anni e 20 anni di contributi, si registra ulteriori strette:
- L’assegno non potrà eccedere le 5 volte il minimo Inps (cioè, circa 2.840€ lordi al mese) sino al raggiungimento dei 67 anni (cioè l’età di vecchiaia). Oggi non c’è limite;
- Avrà una finestra mobile di tre mesi dalla maturazione dei requisiti (oggi assente);
- Il requisito contributivo di 20 anni dovrà essere adeguato alla speranza di vita ISTAT (oltre a quello anagrafico).
Salgono i requisiti per opzione donna:
- da 60 a 61 anni
- 60 anni in presenza di 1 figlio
- 59 anni in presenza di 2 o più figli
L’accesso, tuttavia, a differenza del passato non è più «libero» ma condizionato dalla presenza di alcuni requisiti «soggettivi». Occorre, in particolare, trovarsi in almeno uno dei seguenti profili:
- assistere, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;
- avere una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74 per cento;
- essere lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale presso la struttura per la crisi. In quest’ultimo caso, peraltro, il requisito anagrafico è ridotto di due anni a prescindere dal numero dei figli. (fonte pensioneoggi).
APE sociale
L’obiettivo dell’Ape, spettante previa domanda all’Inps, è garantire un sostegno economico fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia ovvero sino al conseguimento della pensione anticipata o di un trattamento ottenuto anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia (di cui all’articolo 24, Decreto – legge numero 201/2011).
La Manovra 2024 non ha mancato di intervenire sull’Ape Sociale, sia in termini di requisiti per l’accesso alla misura che di operatività temporale della stessa.
Vediamoli in sintesi:
- Serviranno 63 anni e 5 mesi, invece di 63 anni.
- La legittima fruizione di Ape Sociale è subordinata alla cessazione dell’attività lavorativa.
- Non spetta “a coloro che sono già titolari di un trattamento pensionistico diretto”.
- Ape Sociale è limitata a quanti, in aggiunta alle altre condizioni citate, sono iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, nonché alla Gestione Separata
- occorre anche appartenere a una delle seguenti categorie:
-
- Stato di disoccupazione;
- Caregiver di persona disabile da almeno 6 mesi;
- Capacità lavorativa ridotta pari almeno al 74%,
- Lavoratori impegnati in lavori gravosi
Ecco qui le novità più rilevanti; io leggo unicamente una sola cosa: la stretta è iniziata.
Vedo molto difficili se non impossibili, facilitazioni e concessioni, per i motivi già descritti nei due miei precedenti articoli (li trovi qui e qui)
Chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996, non è in una bella posizione visto l’aumento dell’età pensionabile e la riduzione della pensione.
Dobbiamo pensarci, siamo tutti coinvolti, se non tu che mi leggi, magari una persona a te cara o un tuo amico; per approfondire l’argomento non esitare a contattarmi.
Ecco qui le novità più rilevanti; io leggo unicamente una sola cosa: la stretta è iniziata.
Vedo molto difficili se non impossibili, facilitazioni e concessioni, per i motivi già descritti nei due miei precedenti articoli (li trovi qui e qui)
Chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996, non è in una bella posizione visto l’aumento dell’età pensionabile e la riduzione della pensione.
Dobbiamo pensarci, siamo tutti coinvolti, se non tu che mi leggi, magari una persona a te cara o un tuo amico; per approfondire l’argomento non esitare a contattarmi.

















Ciao a tutti, dopo aver letto queste novità sulla previdenza pubblica per il 2024, sono letteralmente rimasto a bocca aperta. Non solo si proroga la Quota 103, ma viene anche introdotta una nuova finestra di 9 mesi per i lavoratori del settore pubblico. Ma la vera sorpresa è l’eliminazione del limite di 1,5 volte l’assegno sociale per accedere alla pensione di vecchiaia a 67 anni. E per le donne con figli, ci sono diverse soglie da rispettare per accedere alla pensione a 64 anni e 20 anni di contributi. Mi chiedo se ne vale davvero la pena o se nelle strette per il contributivo puro? In ogni caso, sono contento di vedere che l’accesso all’Ape sociale è stato semplificato per le lavoratrici con figli. Speriamo che queste novità portino dei reali benefici per tutti i lavoratori italiani. Cosa ne pensate? Fateci sapere nei commenti!