La situazione attuale ci fa porre due domande: dove siamo nei mercati finanziari ?
Siamo all’inizio di una correzione?
L’indice della paura e dell’avidità, noto anche come il “Fear and Greed Index”, indica che siamo giunti in un momento in cui il timore che il mercato scenda inizia a farsi sentire:

Ma per iniziare “rubo” una frase di un articolo del collega Maccari:
“Un giorno, un giovane si avvicinò a uno dei più importanti uomini d’affari degli Stati Uniti e chiese, con un filo di disperazione, cosa prevedesse per il mercato azionario.
L’uomo guardò seriamente il suo interlocutore e rispose: “Credo che il mercato fluttuerà” (attribuita a J.P. Morgan)
Condivido pienamente questa “previsione” sull’andamento del mercato delle borse del mondo!
Approfondiamo il momento attuale:
Per capire come stanno andando i mercati, guardiamo un dato importante: il valore minimo dell’S&P 500 era di 3.670 il 13 ottobre 2022.
Da allora, è salito fino a 5.260 a fine marzo, aumentando del 50%.
Spesso il mercato cerca una ragione per correggersi.
Dall’ottobre scorso, l’S&P 500 è salito del 25% e l’EuroStoxx 50 ha registrato un aumento per 10 settimane consecutive, cosa che non accadeva da 25 anni.
Alcune aziende, soprattutto le più grandi, sembravano troppo valutate .
C’era già il rischio di una maggiore instabilità, ma ci voleva un evento che desse il via alla correzione.
Quello che stiamo vedendo è una graduale uscita dalla concentrazione eccessiva dei “magnifici 7 & Co” probabilmente influenzata dai primi risultati trimestrali.
All’inizio dell’anno, il mercato obbligazionario prevedeva che la Federal Reserve avrebbe effettuato 6-7 tagli dei tassi nel corso del 2024, con tagli di 25 punti base a marzo, maggio, giugno e luglio.
Oggi, a seguito del rapporto sull’inflazione che è risultato più alto del previsto, il mercato prevede solo due tagli dei tassi, con il primo che potrebbe avvenire non prima di settembre.
Si potrebbe essere quindi all’inizio di una correzione?
Se l’anno finisse oggi, il calo massimo dell’S&P 500, pari al -2,49%, sarebbe comunque il più basso di qualsiasi altro anno nella storia.
Attualmente, il record dell’intero anno appartiene al 1995, con un calo massimo del -2,53%.

Ma la volatilità sta iniziando a salire e venerdì scorso l’S&P 500 è sceso dell’1,5%, il quinto calo giornaliero dell’1% o più quest’anno, prima di venerdì scorso era sceso solo 5 volte oltre l’ 1%.
Osserviamo la seguente immagine tratta dal blog di Charlie Bilello:

Se l’anno fosse finito ora sarebbe stato un anno anomalo.
Quindi è questo l’inizio di una correzione?
Con l’inflazione più alta e i tassi di interesse che salgono, insieme alla recente eccessiva fiducia del mercato, non sarebbe strano vedere una correzione nel mercato azionario.
Di fatto ogni anno ci sono mediamente 3-4 momenti in cui il mercato scende del 5% o più.
Quindi, una caduta del genere sarebbe normale.
Sarebbe invece strano se non ci fosse nessuna correzione durante il 2024.

In questa immagine osserviamo anno per anno quanto è sceso l’indice MSCI Europe (qui trovi la spiegazione: https://alessandroclerici.it/msci-europe-index/ ) rispetto alla chiusura nello stesso anno.
Spesso discese nell’anno sono state semplici occasioni di acquisto e chi ha avuto paura con la solita frase “questa volta è diverso” ha perso denaro; inoltre in 44 anni l’indice ha chiuso in negativo 11 volte: la pazienza vince sempre.
















