Con questo terzo e ultimo articolo voglio delineare ciò che lo Stato ci offre attualmente in termini di previdenza e assistenza, nella convinzione che molti di voi minimizzino il problema, rimandandolo a un futuro indefinito con l’idea che “se accade, ci penserò”.
Personalmente, sono convinto che sia meglio informarsi per affrontare il problema con consapevolezza, evitando così di pesare sui nostri cari.
Prima di iniziare, vi fornisco un dato estrapolato dalla mia attività di analista previdenziale:
Un accantonamento di contributi per un totale di € 459.562,97, corrispondono ad una pensione lorda attuale di € 1.975 per una persona di 57 anni.
Se questa persona avesse bisogno di assistenza, cosa farebbe?
E tu, che leggi, cosa ne pensi?
Il Dibattito sulla Riforma del Sistema di Tutele
Da oltre un anno, il tema della non autosufficienza è al centro di una riflessione riguardo la riforma dei servizi e delle tutele statali. Si parla di una “riforma storica” attesa da decenni, con novità introdotte per il 2024 e ulteriori modifiche previste per il 2025.
Il problema non è solo economico, ma riguarda anche la frammentazione dei servizi assistenziali che necessita di una soluzione integrata e sostenibile.
Secondo i dati dell’Università Bocconi, il supporto statale italiano attualmente copre solo il 29,8% delle persone non autosufficienti, con le strutture residenziali (RSA) che assistono solo il 7,2%.

Questo evidenzia una grave insufficienza nei servizi disponibili, destinata a peggiorare con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento della spesa pubblica per la non autosufficienza, prevista in crescita dall’1,7% del PIL attuale al 2,5% entro il 2070.
Attualmente, l’indennità di accompagnamento è di 531,76 euro mensili. La riforma introduce una “prestazione universale” di 850 euro al mese, riservata agli over 80 con disabilità gravissima e un ISEE fino a 6.000 euro annui, beneficiando in questo modo meno di 30.000 persone.
Questo, chiamiamolo “passo avanti”, dimostra quanto sia ancora lunga la strada verso un welfare veramente inclusivo.
Stando così le cose, la protezione assicurativa emerge come una soluzione sempre più indispensabile, utile e necessaria.
Secondo l’ISTAT, la “speranza di vita senza limitazioni a 65 anni” è di 10,6 anni.

Le limitazioni quotidiane diventano più frequenti nella seconda metà della vita post-65 anni, con differenze regionali marcate. Ad esempio, in Trentino Alto Adige, gli anni senza limitazioni sono 12,3, mentre in Sicilia e Calabria sono 8,8. Per gli uomini oltre i 75 anni, le limitazioni più comuni sono uditive e motorie, mentre per le donne, due su tre affrontano difficoltà motorie, di masticazione e uditive.
La famiglia rappresenta spesso la prima rete di supporto per le persone non autosufficienti. Un’indagine del CENSIS rivela che nel 35% dei casi sono i figli a prendersi cura dei genitori, con un peso maggiore sulle figlie (25%). Il ruolo di caregiver comporta fatica fisica, stress psicologico e un invecchiamento accelerato. Studi scientifici hanno dimostrato che lo stress associato al caregiving può portare a un invecchiamento biologico precoce fino a 10 anni.
Lo Stato offre alcune agevolazioni per i caregiver, come la legge 104/1992 per permessi lavorativi e l'”Opzione Donna” per il pensionamento anticipato. Anche l'”Ape sociale” fornisce un sostegno assistenziale per i caregiver con almeno 30 anni di contributi.
Ciò nonostante, queste misure rappresentano solo un parziale sollievo, rendendo evidente la necessità di una protezione assicurativa adeguata.
Concludendo, il sistema di assistenza pubblica per le persone non autosufficienti è in fase di potenziale riforma profonda, con novità che potrebbero migliorare la situazione.
Attualmente, meno di un terzo delle persone non autosufficienti riceve assistenza pubblica adeguata, e la spesa per la non autosufficienza è destinata ad aumentare significativamente nei prossimi decenni. L’indennità di accompagnamento subirà un incremento, ma le limitazioni quotidiane e il peso sui caregiver familiari richiedono ulteriori interventi. Le agevolazioni statali per i caregiver, sebbene utili, non sono sufficienti, evidenziando l’importanza crescente della protezione assicurativa.
Seguite gli aggiornati sugli sviluppi della riforma nei prossimi mesi, con un’attenzione particolare alle novità previste per il 2025, per capire meglio come pianificare la protezione e il supporto necessari per affrontare questa fase della vita.
















