Buongiorno e ben ritrovati nel nuovo anno.
All’inizio del 2024, mi sono dedicato a esaminare diversi articoli sulla manovra economica, concentrandomi in particolare sulle novità riguardanti la Previdenza Pubblica.
Per ora, eviterò di elencare le decisioni del Governo, ma vorrei condividere con voi alcune riflessioni.
Nelle scelte del Governo emerge una chiara inclinazione verso il regime contributivo per le pensioni.
Questo regime prevede l’accumulo totale dei contributi versati ogni anno, calcolati moltiplicando la base imponibile annua per l’aliquota di computo (ad esempio, il 33% per i periodi di contribuzione da lavoratore dipendente).
Il calcolo del montante individuale dei contributi tiene conto della rivalutazione annuale sulla base del tasso di capitalizzazione derivante dalla variazione media quinquennale del PIL, calcolato dall’ISTAT con riferimento al quinquennio precedente l’anno da rivalutare.
A questo punto, sorge la riflessione su quanto versiamo: è sostenibile?
Emergono i seguenti dati:
- “I dichiaranti redditi fino a 15.000 € rappresentano al Nord il 39,95% del totale e il 27% degli abitanti; al Centro, rispettivamente il 41,9% e il 29,8%; al Sud, il 54,1% e il 33,7%.
- I contribuenti con redditi da 15.000 a 29.000 euro sono il 38,75% del totale e il 29,1% degli abitanti residenti al Nord; il 34,7% e il 24,8% rispettivamente per il Centro, con il Sud fermo al 29,8% e all’18,6%.
- Per la fascia con redditi tra 29.000 e 55.000 euro, troviamo il Nord con il 19,34% di contribuenti e il 14,52% di cittadini, il Centro con il 17,8% e il 12,7%, e il Sud che si distacca ancor più con il 13,1% e l’8,1%.
- Per la fascia con redditi fra 55.000 e 100.000 euro, troviamo al Nord il 4,24% di contribuenti, pari al 3,2% della popolazione; al Centro, il 4,1% e il 2,7%; mentre al Sud, il 2,3% e l’1,4%.
- Infine, per i redditi oltre i 100.000 euro, si registrano l’1,72% e l’1,29% al Nord, l’1,56% e l’1,11% al Centro, mentre il Sud segna lo 0,72% e lo 0,45%“ (fonte: Itinerari previdenziali).

Cosa ne deduciamo?
Oltre il 40% dei contribuenti dichiara meno di 16.000 euro di reddito annuo.
E la pensione contributiva?
Se sono dipendente su 15.000 €, il montante contributivo sarà di 4.950 €. In 40 anni di lavoro (supponendo continuità senza buchi contributivi), si accumulerebbero 198.000 €. Considerando il coefficiente di rendita attuale a 67 anni, pari a 5,723, la pensione mensile sarebbe di 871 € per 13 mensilità.
Ma sarà sufficiente per vivere serenamente?
E se mi ammalo?
La riflessione continuerà la prossima volta… fate girare questa riflessione e sono disponibile al confronto
















