Riprendendo l’articolo sulle novità della previdenza per il 2024, esaminiamo oggi alcuni dati; questo è l’unico modo per approfondire la situazione previdenziale del nostro Paese.
Oltre il 40% dei contribuenti italiani dichiara un reddito annuo inferiore a 16.000 €.
Ma cosa accade alla pensione contributiva?
Sarà sufficiente per condurre una vita serena?
E se dovessimo affrontare malattie o non fossimo più in grado di gestire autonomamente la nostra vita?
Scopriamo cosa ci dicono i numeri, e le risposte verranno da sé.
Premetto che l’INPS opera su un sistema a ripartizione, il che significa che utilizza i contributi raccolti per pagare le pensioni agli attuali pensionati.
Se gli incassi non sono sufficienti, interviene lo Stato, che in parole semplici significa che continua a utilizzare l’IRPEF dei contribuenti oppure aumenta il debito pubblico.
Attualmente, la popolazione che genera reddito, ovvero coloro che lavorano, è in costante diminuzione.
I dati mostrati nella foto seguente sono impressionanti:

Purtroppo, la situazione non migliorerà, infatti la popolazione residente in Italia è in continua diminuzione.
Quest’anno siamo scesi sotto i 60 milioni e le previsioni dicono che nel 2035 saremo 57 milioni e soprattutto saremo sempre più “vecchi”.

Cosa significa per noi?
Meno persone che lavorano, di conseguenza meno imposte, meno PIL, più debito ecc..
E le pensioni? Chi le pagherà?
La foto che segue indica le previsioni del PIL italiano:

Anche Il debito pubblico è destinato ad aumentare:

Una voce importante della spesa pubblica sono i costi per l’invecchiamento della popolazione che è prevista in crescita sul PIL per il 4,5% tra il 2023 e il 2040.
L’OCSE afferma che va riformato il sistema pensionistico italiano.
In che modo?
Iniziando a tagliare le pensioni.
A noi lavoratori può interessare?
Certo, se vengono tagliate le pensioni esistenti pensiamo che le nostre future le aumentino?
Credo sia impossibile.
Per entrare più nel dettaglio, possiamo notare nella tabella che segue, la situazione di alcune regioni: la differenza tra le entrate e le uscite previdenziali è stucchevole.
Solo il Trentino riesce a pagare il 100% di quello ciò che incassa.

La prospettiva di “vivere da anziani” si configura come una vera emergenza sociale, e i numeri confermano questa realtà, non si tratta di semplici previsioni ipotetiche.
È fondamentale prendere consapevolezza di questa situazione
Per approfondire l’argomento non esitare a contattarmi.
Ricordo che sono Consulente Finanziario Certificato, ma la passione per la previdenza che mi accompagna da sempre, mi ha portato formarmi in questa materia diventando Analista Previdenziale.
L’Analista Previdenziale si distingue dagli altri professionisti della consulenza previdenziale per le sue conoscenze non comuni nell’ambito della previdenza obbligatoria e complementare.
Utilizza una metodologia innovativa che si rivela efficace anche nelle situazioni più complesse, guidando i clienti verso le scelte migliori legate al mondo delle pensioni (https://asapi.it/analisti-previdenziali/).
Di questo argomento ne parlavo qualche tempo fa, per leggere clicca qui
















