I fatti di cronaca con cui ci stiamo tutti scontrando in questo ultimo periodo, raccontano di donne vittime di esseri violenti, senza anima.
Vengono spontanee numerose riflessioni, anche mie personali che è meglio lasciare in disparte per non cadere nella retorica, nel banale o a volte anche nello scurrile.
Rimanendo invece nel campo finanziario, mi chiedo:
come impatta la violenza contro le donne nel mondo economico?
Di fatto la parità di genere è un tema sempre più importante nel dibattito pubblico, anche in Italia. Secondo i dati ISTAT, nel 2022 sono state uccise 101 donne, un numero in aumento rispetto all’anno precedente e, ahimè destinato ad essere superato nel 2023! Questo fenomeno, noto come femminicidio, è una forma di violenza estrema che ha gravi conseguenze anche dal punto di vista economico.
Una ricerca del 2021, condotta dall’Università di Warwick, ha stimato che il costo economico dei femminicidi in Italia è di circa 2,2 miliardi di euro all’anno. Questo costo è dovuto a diversi fattori, tra cui:
- La perdita di produttività delle donne uccise: le donne che muoiono a causa di un femminicidio non possono più contribuire all’economia, sia come lavoratrici che come madri e mogli.
- I costi sanitari e giudiziari: i femminicidi richiedono un’ampia risposta da parte delle istituzioni, che comporta costi significativi per la collettività.
- I costi sociali: i femminicidi hanno un impatto negativo sulla società, in termini di perdita di fiducia, di sicurezza e di benessere generale.
La parità di genere è quindi un fattore importante anche per la crescita economica e la prosperità di un Paese. Un’economia più inclusiva e paritaria è un’economia più forte e resiliente.
Le politiche per la parità di genere possono contribuire a contrastare i femminicidi in diversi modi, ad esempio possono rafforzare l’autonomia economica delle donne, che avendo un lavoro ed un reddito indipendente sono meno vulnerabili alla violenza.
Possono promuovere l’uguaglianza di genere nella società che rendendola più equa e inclusiva può divenire una società meno violenta
Inoltre, è determinante insegnare la cultura del rispetto e della non violenza, educando soprattutto le nuove generazioni partendo già dalla scuola.
Il Governo italiano ha recentemente varato una serie di misure per promuovere la parità di genere e contrastare la violenza sulle donne. Queste misure includono:
- L’aumento del Fondo per il sostegno della parità salariale di genere, che sarà utilizzato per finanziare progetti di formazione e sensibilizzazione contro la violenza sulle donne.
- L’introduzione di una decontribuzione al 100% per le assunzioni di donne disoccupate, che mira a favorire l’inserimento lavorativo delle donne.
- L’istituzione di un fondo per la prevenzione e il contrasto alla violenza sulle donne, che sarà gestito dal Ministero dell’Interno.
È certamente un passo importante nella lotta contro la violenza sulle donne, ma per costruire una società più parietarie ed inclusiva è necessario l’impegno costante di tutti.
Per quello che riguarda invece il mondo finanziario ci viene in aiuto il risparmio sostenibile e l’agenda ONU 2030. Diversi comparti del risparmio gestito sono volti proprio a questa tematica.
Ci sono delle società di gestione dove l’obbiettivo principale è la parità di genere.
Nel 2015 le Nazioni Unite hanno adottato 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals) come tassonomia di un futuro più sostenibile. Il quinto di questi obiettivi è costituito dalla Gender Equality. Il riconoscere questa tematica come diritto umano fondamentale ed elemento necessario per la pace, la prosperità e la sostenibilità ha spinto molti attori del panorama pubblico e privato ad agire per sanare il gender gap.
Questo slancio ha acquisito forza alimentato sia dalla rilevanza della motivazione sociale, sia dalla sua importanza economica. Assicurarsi un maggior numero di donne nella struttura lavorativa e nelle posizioni di leadership è a tutti gli effetti un buon business.
Le aziende che hanno una maggiore presenza femminile nei loro organi decisionali sono più innovative, più competitive e più resilienti. Questo perché le donne portano con sé un diverso punto di vista, un diverso approccio al problem solving e una maggiore attenzione alla sostenibilità.
Il gender gap è una questione complessa, ma è anche una questione fondamentale per il futuro di tutti. È necessario un impegno collettivo, da parte di tutti gli attori della società, per sanare questo gap e costruire un mondo più giusto e sostenibile.
Per ridurre il gender gap in Italia, è necessario un impegno da parte di tutti gli attori della società, a partire dalle istituzioni, dalle aziende e dalle famiglie.
Dobbiamo fare cultura ed inoltre anche con i nostri risparmi possiamo influenzare la società, ne siamo convinti.
La finanza è un “arma” potentissima usiamola per fare del bene.
















