A circa una ventina di giorni dall’inizio del nuovo anno leggo pagine e pagine di previsioni per l’anno in corso, così come anche mi arrivano tante richieste su quello che sarà il nuovo anno in ambito finanziario.
Prima di illustrarvi le mie previsioni che troverete al termine dell’articolo (non scorrete tutto, leggete prima tutto l’articolo!), voglio fare alcune considerazioni sullo scorso anno.
Premettendo che venivamo da un 2022 che è stato un anno “unico” nella sua negatività con una discesa totale di qualsiasi asset finanziario, tanto che per la sua entità non mai era accaduta una cosa simile negli ultimi 100 anni con obbligazioni scese del 18% ed azioni scese del 18,5%, abbiamo vissuto un 2023 estremamente particolare e complesso.
A cosa mi riferisco?
Gennaio 2023 tutti i gestori del risparmio prevedevano un mercato azionario al ribasso e il mondo obbligazionario al rialzo.
Motivo?
Doveva arrivare per forza la recessione, che normalmente è cosa che accade, mentre questa sembrava avesse mandato una “pec” con data e orario di inizio!
In realtà cosa è successo?
Sono partiti acquisti sulle borse e sulle criptovalute.
E’ interessante approfondire come e cosa è cresciuto e acquistato nel mercato.
L’indice che rappresenta le borse del mondo (MSCI ACWI Index) è composto dal 70% dalla borsa di Wall Street mentre il restante 30% sono rappresentati dai restanti 22 paesi.
Il grande peso della borsa americana nell’anno 2023 è stato determinato dalla corsa dei “Magnifici 7”.
Osservate la foto a seguire:

I magnifici 7 arrivano ad incidere il 5% dell’indice MSCI world.
Potete notare infatti che Apple, Microsoft e Amazon valgono oltre 10%.
Incredibile sono più grandi di molti stati: il Giappone pesa per il 6%, Regno Unito il 4%, Francia il 3%…. la nostra Italia pesa nel gruppo “degli altri” per lo 0.8%. (fonte sole24ore)
Come illustra la Società di Gestione Capital Group, a fronte di un peso complessivo nell’S&P 500 del 27%, nel primo semestre del 2023 i magnifici sette hanno dato un contributo del 74% al rendimento dell’indice S&P 500.
Pertanto, se nel mondo la borsa americana pesa al 70% e il contributo della performance totale dei magnifici 7 è stata del 74% ne deduciamo che chi non avesse investito in questi 7 titoli, ma solo in questi titoli, senza diversificazione con un rischio specifico (non sai cos’è? Leggi qui https://alessandroclerici.it/rischio-specifico/) salito alle stelle, sarebbe di certo rimasto al margine con le proprie performance.
Mi spiego meglio: lo S&P 500 con i soli 7 titoli è salito più del 75%, contro un guadagno del 12% per le restanti 493 società dell’ S&P500. (Vedi foto 1)

Queste le performance dei Magnifici 7 nel 2023:
Apple: +50,77%
Microsoft: +55%
Nvidia: +242%
Meta: +186,37%
Alphabet: +53.92%
Tesla: + 104,64%
L’influenza di queste sulla performance del settore è stata evidente.
Senza questi sette nomi, il settore tecnologico avrebbe guadagnato solo il 15% anziché il 50%, il settore Communication Services il 7% contro il 50% e il settore Consumer Discretionary il 6% contro il 33%.
Quindi abbiamo visto come il 2023 sia stato un anno predominato da 7 titoli, e gli altri settori come si sono comportati?
Guardate la tabella degli indici di settore (non sono comparti dove si investe, dove c’è l’attività di un gestore con eventuali errori e costi, ma indici di riferimento del settore indicato):

Puoi notare che chi era totalmente o parzialmente investito nei Magnifici 7 ha “vinto” mentre tutto il resto ha deluso.
Solo i Magnifici 7 e il settore consumi (dove sono ritroviamo ancoro loro almeno parzialmente) hanno dato performance interessanti, poi il settore banca e assicurazioni con un 6% ca, la restate parte rimasta all’1% o negativa..
Quindi è tutto da buttare?
Non credo proprio.
Ci sono forse aziende o paesi che non valgono nulla?
Certo che no.
E’ sempre il discorso del tempo e della diversificazione: saper aspettare premia sempre.
Esistono soluzioni?
Sicuramente si!
Pianificare e darsi strumenti e strategie utili a raggiungere i propri obiettivi, nel rispetto della propria propensione al rischio con “ Razionalità pazienza e prudenza” (ne parlavo nel 2020: https://alessandroclerici.it/razionalita-pazienza-e-prudenza/)
In ultimo voglio ricordare che Il mercato azionario globale ha avuto una performance annualizzata dell’8,54% negli ultimi 15 anni, passando da 920 a 3.145 punti.
Nonostante le 13 correzioni che hanno fatto perdere all’investitore circa il 16,50% in media per ognuna di esse, il mercato azionario globale ha continuato a crescere.
In particolare, le ultime due correzioni sono state le più significative: nel 2022 quasi il 26% di drawdown, nel 2020 un -35% nel giro di poche settimane.
Tuttavia, se si guarda a quello che è successo in mezzo ad ognuna di quelle 13 correzioni, i numeri diventano molto più interessanti.
A me, che mi nutro di mercati da una trentina d’anni e che penso di conoscere un pochino come sono fatti, questi numeri fanno bene.
Spero possa fare altrettanto a chi, nella vita, si occupa di altro e vede ancora nella borsa il posto perfetto nel quale perdere soldi. (Fonte: Kaidan)
A proposito per gli affamati di previsioni 2024 voglio rispondere a queste domande:
- Dove finirà l’indice S&P 500 nel 2024?
- Cosa possiamo dire dell’andamento dei BTP a 10 anni?
- Come sarà l’andamento del petrolio?
- Oro e Bitcoin saranno il miglior investimento?
- La Fed e la Bce quante volte taglieranno i tassi? E chi sarà la prima a farlo?
- L’inflazione continuerà a scendere?
- Quando l’economia entrerà in recessione?
La sfera di cristallo non funziona e non conosco la risposta a nessuna di queste domande.
Come diceva Lao Tzu (filosofo e scrittore cinese antico, VI sec. a.C. fondatore del Taoismo): “Chi ha conoscenza non prevede. Coloro che prevedono non hanno conoscenza”.
Auguro a tutti splendide performance per il 2024.
















